Il digitale nella realtà museale

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Il digitale nella realtà museale

Il patrimonio culturale e i musei digitali. L’Italia è uno dei Paesi dove è concentrato il maggior numero di beni culturali al mondo, motivo per il quale è tra i primi a doversi occupare di una nuova dimensione di accesso alla cultura.
L’attenzione va alla digitalizzazione delle opere d’arte, dei documenti e di tutto quel patrimonio che potrebbe essere reso fruibile nella nuova dimensione dei media.
Il sociologo canadese Derrick de Kerckhove ha fatto un’analisi lucida e propositiva rispetto alle potenzialità insite in questa nuova opportunità, che si offre a chi deve promuovere in maniera del tutto innovativa l’arte e la cultura in generale.
Lo stesso sociologo fa riferimento a una “cultura aumentata”, indicando come la realtà virtuale possa diventare mezzo di conoscenza senza confini.
A ogni opera d’arte si potrebbe assegnare un Qr Code in modo da essere identificata, catalogata e contestualizzata sia storicamente che in base al settore culturale a cui appartiene (letterario, scultoreo, della pittura, ecc).
Digitalizzare la cultura significa creare contenuti che attraggono visitatori, producendo ricchezza e promuovendo l’arte a un livello accessibile a un numero sempre maggiore di estimatori.
Ne beneficerebbe anche il turismo, settore trainante dell’economia italiana, che tuttavia soffre di alcune carenze proprio nel campo dei nuovi media e dei musei digitali. L’apri-pista nella digitalizzazione riguarda uno dei più importanti siti culturali come i Musei Vaticani, che oltre ad avere un sito web, permettono un tour virtuale con contenuti tradotti in altre lingue. Questo tuttavia accade per mano della metà dei musei italiani, mentre dall’estero arrivano alcuni esempi virtuosi a cui ispirarsi.

Il museo digitale Smithsonian Institution si trova a Washington ed è a capo di ben 19 musei dello Stato. E’ stato tra i primi a creare un archivio 3D delle opere più importanti che si trovano nei suoi musei, anche se si tratta di una vera e propria impresa, in quanto i reperti sono più di 135 milioni. Con la tecnologia attuale ci vorrebbero decenni, ma questo non significa che sia impossibile.
Il programma ha già digitalizzato il 10% dei reperti e, grazie agli stanziamenti dello stesso Smithsonian Institution, conta di accelerare questo processo servendosi dei progressi legati alle stampanti ancora più precise e veloci.
Con le moderne stampanti 3D è possibile ricreare plasticamente un’opera attraverso la scansione e la proiezione del modello in più strati, con una precisione sorprendente.
Tra i primi reperti digitalizzati c’è la testa del Presidente Lincoln e gli stessi processi creativi sono così affascinanti da essere stati resi pubblici con video e immagini anche sulla pagina Facebook.
La partecipazione è uno degli aspetti fondamentali dei musei digitali, che vengono promossi mettendo al centro i visitatori, sia quelli tramite il web che quelli all’interno dello stesso sito d’interesse culturale.
Con le nuove tecnologie sarà possibile rendere i musei più accessibili, interessando studenti come professionisti del settore fino ai semplici turisti che vogliono vivere una vera e propria esperienza sensoriale.
Le opere d’arte potranno così uscire dai musei e raccontate la loro storia.
Un’esperienza simile si registra anche nel Museo Semitico di Harvard, dove sono stati digitalizzati i frammenti del Leone di Nuzi, rinvenuto in Iraq negli anni ’30. Si è arrivati ad assemblare le varie parti come in un puzzle ricostruendo la statua.

Il visitatore protagonista dei musei digitali. L’obiettivo è quello di riprogrammare i musei digitali in funzione del visitatore, rendendo la sua esperienza partecipativa, dove le opere prendono quasi vita e riescono a trasmettere quelle informazioni che finora mancavano o erano scarse.
Tutto si basa sugli ecosistemi digitali che arricchiscono l’esperienza nei musei servendosi della multidisciplinarietà, della creatività e della dimensione social dell’arte.
In tal senso la tecnologia diventa adattiva, facilmente fruibile anche con i device più moderni affidati ai visitatori, che diventano protagonisti in un percorso dinamico che appassiona, senza essere per forza spettacolarizzato.

By | 2017-11-27T10:01:29+00:00 novembre 20th, 2017|Categories: Blog|Tags: , , , , , |0 Comments

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